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"Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta."

Richard Buckminster Fuller

"L'economia dovrebbe esistere solo per garantire a tutte le persone ciò di cui hanno bisogno."

Manitonquat

 
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Ritorniamo nuovamente sul debito perché immancabilmente ad ogni rilevazione di bankitalia è un nuovo record per il debito italiano.

Interessante a questo proposito il grafico contenuto nel supplemento statistico uscito oggi dove si vede la progressione del debito negli ultimi 3 anni.


per ridurre il debito sarebbe necessario che il PIL crescesse in modo pari o superiore al debito a tassi di crescita da paese emergente o ridurre il fabbisogno in egual misura. Purtroppo negli ultimi 10 anni il PIL in media è cresciuto dello 0,2% annuo e la spesa pubblica è aumentata.

Per questo oggi siamo allo stesso livello del 1992 quando il debito raggiunse il 120% del PIL e in quel caso dovemmo affrontare una delle più corpose e pesanti cure dimagranti. Ma oggi risiamo al quel livello fatidico, fatidico perché il sistema finanziario reputa insostenibile un tale livello e chiede un premio maggiore di rendimento per il rischio che oggi è di 300bp.

Interessante per capire meglio la dinamica è anche quest’altro grafico sempre tratto dal supplemento statistico di bankitalia dove si vede come le emissioni superino sempre i rimborsi. In pratica si rimborsa il debito con nuovo debito aumentato anche dell’aumento del fabbisogno.

In questo modo si innesca il meccanismo diabolico della crescita esponenziale del debito che rende quest’ultimo una morsa micidiale da cui nessuno può sfuggire.

A questo proposito riproponiamo l’ormai conosciutissimo, per gli affezionati lettori di Centrofondi, grafico del debito mondiale esclusi gli USA che sta dando un allert molto inquietante

CLICK TO ENLARGEnel 2007 toccò il tetto dal quale momentaneamente crollò con la crisi e oggi sta ritestando pericolosamente lo stesso livello con le condizioni economiche questa volta ulteriormente deteriorate…

Se ci riflettiamo bene è il debito così diabolicamente congegnato che richiede la ormai famosa ed innaturale crescita  continua che distrugge con noncuranza vite e risorse naturali che hanno avuto bisogno di milioni di anni per formarsi. Per interrompere questo schema e non rimanerne intrappolati per l’eternità è necessario avere consapevolezza e ripudiare il debito (la terza via).

Tutto quindi è pronto  per il dramma stranamente coincidente con la profezia Maya, dove questo mondo allucinatorio sicuramente morirà per essere ricostruito uguale a prima, almeno nelle intenzioni di alcune menti molto malate e sole.

L’importante è non andargli dietro costruendo invece rapporti umani e modelli economici nuovi basati su altre e più solide basi. L’era della sopraffazione e del debito che schiavizza se lo vogliamo può finire, ma tutto deve partire come al solito da noi; nessun altro può fare il lavoro di riequilibratura di un mondo così sfasato al posto nostro…

prima si inizia e meglio è!               BUON LAVORO

6 Comments to “L’insostenibile pesantezza del debito…”

  1. on 19 lug 2011 at 13:52climber15

    Caro Pierluigi, è da parecchio che ti seguo, tu sei uno dei tasselli della mia informazione.
    Sono anch’io convinto che prima si esce dal sistema e meglio è.
    Ho solo timore che non sarà semplice perchè ne proporanno un altro temo peggiore.
    Ho appena finito di leggere “Il mondo Nuovo” di Aldous Huxley e temo che se dovesse crollare questo sistema,dopo un periodo di “lacrime e sangue”, potrebbe facilmente venire accettato un sistema dittatoriale declinato nel senso che profetizza Huxley.
    un caro saluto
    carlo

  2. [...] speranze. Come si può veramente uscire da una situazione di debito come la loro? Come dice spesso Pierluigi non si può, se non decidendo di cambiare completamente gioco, magari facendo come stanno facendo in [...]

  3. on 12 ago 2011 at 23:49alessandro

    scusa pierluigi, è corretta questo affermazione oppure mi stanno prendendo in giro ?
    “La banca centrale non “addebita” niente a nessuno, e meno che meno allo Stato.
    Infatti i titoli che compra sono già in circolo e non ne vengono di certo creati appositamente per lei. Anzi il suo acquistarne ne fa scendere i rendimenti a tutto vantaggio dello Stato stesso.
    Gli interessi che incassa li versa allo Stato.
    E il debito lo Stato non ce l’ha con la banca centrale, ma con i cittadini e i privati che ne comprano i titoli. Il debito è in piccolissima parte posseduto dalle banche centrali infatti.
    Il debito ha senso eccome visto che se lo Stato spende 100 per i servizi da offrire ai cittadini, e ne incassa 90 di tasse si ritrova con un rosso di 10. Se non lo capisci così… “

  4. on 15 ago 2011 at 16:11pierluigi

    Ciao Alessandro, le affermazioni che riporti sono tutte vere però riportano solo la parte superficiale. Se vuoi approfondire puoi leggere questo articolo http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=28719 che affronta la tematica del signoraggio, unito a quest’altro che invece esamina le ragioni che hanno portato l’Italia ad avere un debito pubblico così elevato http://www.disinformazione.it/ragioni_del_debito.htm , offrono alcuni spunti di riflessione interessanti che eventualmente possiamo anche approfondire.

    L’importante è affrontare il problema nella sua interezza senza limitarsi ad una visione parziale. Il debito collegato all’emissione monetaria, unito alla stupidità a breve termine della politica ha determinato un mix esplosivo di cui oggi, come comunità mondiale, paghiamo le dure conseguenze.

  5. on 19 ago 2011 at 14:22Maurizio Settembre

    Ciao, banca Italia ha un capitale sociale ridicolo di 156.000,00 euro, (digitate su google art. 3 statuto banca Italia). Inoltre è posseduta per il 7% da Gheddafi!!! prepariamoci al peggio.
    Grazie, distinti saluti Maurizio Settembre

  6. [...] del debito pubblico statale: basta leggere il sotto riportato grafico di Banca d’Italia commentato da Pierluigi Paoletti nel suo “L’insostenibile pesantezza del debito…” [il grassetto nel testo è [...]

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